FOCUS

 

LA LIBERTA’ DELL’AGENTE NEL FALLIMENTO DELL’ IMPRESA

8 Agenti su 10 non sanno che:

una disposizione di legge già mette nero su bianco l’obbligo della Preponente di avvertire l’Agente non appena preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente avrebbe potuto normalmente attendersi”.

Riteniamo che questo preciso obbligo venga disatteso dalla quasi totalità delle Mandanti che versi in stato di crisi.

Anzi, la stragrande maggioranza delle Preponenti tengono volutamente nascosto lo stato di crisi sin dalla sua fase iniziale, per tutto l’eventuale aggravarsi e sino alla fase finale che spesso culmina nell’apertura di procedure drammatiche.

Vengono spesso volutamente fornite agli Agenti notizie opposte rispetto allo stato dei fatti giocando sulla buona fede dell’Agente all’unico scopo di non turbare trattative in fieri.

Poco conta che l’Agente non percepisca provvigioni, spesso per anni, poco importa che l’Agente non abbia a lungo prodotti da vendere e perda di competitività, che non possa più esperire azioni volte a salvare il frutto del proprio lavoro e men che meno importa che l’Agente non possa cogliere nuove occasioni di lavoro se non pagando di tasca propria, l’unico imperativo che conta oggi è “prendere tempo e tener tutto sottocoperta” !

Eppure lo dice già chiaro la legge che non informare l’Agente con immediatezza è una violazione delle normali e fondamentali regole di ogni obbligazione.

Noi riteniamo che sia un sacrosanto diritto dell’Agente potersi svincolare senza danno economico dalla Preponente nel momento in cui mutino sensibilmente le condizioni economiche rispetto alle quali egli aveva prestato il proprio consenso.

Qualora ciò avvenga per fatto ascrivibile alla Preponente, quale è oggettivamente il ricorso alle procedure di crisi aziendale, l’Agente deve essere libero di scegliere se andare a picco con l’azienda o poter prendere strade diverse. Tanto più oggi con la recentissima entrata in vigore del nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza che ha  riformato le procedure concorsuali.

Ricordiamo che spesso le procedure di crisi durano anni, che l’Agente rimane senza provvigioni, senza indennità, a volte si trova ob torto collo immischiato in cessioni a nuove proprietà con le quali non avrebbe mai iniziato alcuna collaborazione, a volte persino concorrenti.

Innanzi alle 78.000 imprese in liquidazione volontaria, alle 11.277 imprese in fallimento il Sindacato Agenti Treviso e Padova vuole tutelare gli Agenti e Rappresentanti coinvolti: questa la disposizione che abbiamo chiesto di inserire nel nuovo Accordo Economico Collettivo Nazionale .

Viceversa le procedure che molti chiamano di “salvataggio delle aziende” salvano le aziende sulla pelle degli Agenti, che però, a differenza di altre categorie, non beneficiano di alcun “ammortizzatore”!!!!

Crediamo che chiunque non sposi questa richiesta, in realtà, stia difendendo la libertà contrattuale e di scelta di una sola Parte del rapporto a scapito degli Agenti di Commercio!

Dott.ssa Zanussi Barbara e Dott.ssa Amadio Rosaria – Consulenza gestione e organizzazione dei rapporti commerciali

LA REALTA’ DAI DATI

LA TUTELA CHE NOI VOGLIAMO

Questa è la nuova disposizione che vorremmo introdurre nell’Accordo Economico Collettivo:

"

"Il preponente ha altresì l’obbligo di comunicare l’intenzione di avviare procedure concorsuale o di crisi aziendale ( a titolo meramente esemplificativo: liquidazione, concordato, fallimento…).Qualora l’agente o rappresentante comunichi entro 60 giorni di non accettare detta iniziativa del preponente che incide sul contenuto economico del rapporto, la comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza a iniziativa della casa mandante."

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