Cambiano gli accantonamenti FIRR 2026: cosa devono sapere gli agenti di commercio
Il nuovo Accordo Economico Collettivo del Commercio introduce una novità che attendeva da anni: l’aggiornamento degli scaglioni provvigionali utilizzati per calcolare il FIRR 2026.
Un cambiamento significativo, perché il sistema precedente era rimasto sostanzialmente invariato dagli anni ’80.
Quando entreranno in vigore le nuove regole
Le nuove modalità di calcolo saranno operative dal 1° gennaio 2026.
È importante sottolineare che non avranno effetto retroattivo: tutto il FIRR accumulato fino al 2025 rimarrà invariato. Il primo versamento che seguirà i criteri rinnovati sarà quello da effettuare entro il 31 marzo 2027.
Perché gli accantonamenti aumenteranno
Il nuovo AEC rivede al rialzo gli scaglioni provvigionali sia per gli agenti plurimandatari sia per i monomandatari. In questo modo una parte maggiore delle provvigioni rientrerà nello scaglione al 4% e in quello al 2%, con un impatto diretto sull’importo accantonato ogni anno.
In pratica:
Gli agenti plurimandatari vedranno ampliato lo scaglione principale fino a 12.000 € di provvigioni annue (prima era 6.200 €).
Gli agenti monomandatari beneficeranno di un innalzamento ancora più marcato, con il primo scaglione che raddoppia da 12.400 € a 24.000 €.
Il risultato?
A parità di provvigioni, molti agenti si ritroveranno con un FIRR più elevato.
Cosa significa per gli agenti
Questo aggiornamento rappresenta un passo avanti nella tutela economica degli agenti, soprattutto nei mandati di lunga durata: un maggiore FIRR oggi si traduce in una maggiore indennità al momento della cessazione del rapporto.
Tuttavia, perché le nuove regole producano il loro effetto, è essenziale che il contratto di agenzia richiami correttamente il nuovo AEC. In caso contrario, l’accantonamento potrebbe non essere calcolato secondo i criteri aggiornati.
Articolo a cura della redazione UILTuCS Agenti – Agenti Treviso.